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Weekend a Santander

Complice un regalo di compleanno posticipato e gli ottimi collegamenti con Bruxelles, abbiamo avuto l’occasione di trascorrere un weekend a Santander, capoluogo della regione Cantabria, situata nella meno turistica Spagna del Nord.

La città è moderna ed a misura d’uomo, perfetta per chi ama lo sport e la vita all’aria aperta. Essendo stata profondamente segnata da tre grandi incendi, che ne hanno danneggiato e parzialmente distrutto il centro storico (cattedrale inclusa), Santander non è una città particolarmente ricca di monumenti antichi. L’ultimo incendio è datato febbraio 1941 e da allora la città è stata completamente ricostruita assumendo i contorni attuali.

Un paio di giorni sono più che sufficienti per scoprire il centro, rilassarsi sulla spiaggia, fare shopping e apprezzare la cucina spagnola.

Giorno 1:

Arriviamo a Santander in tarda serata, sfiniti da una lunga attesa in aeroporto causa problema tecnico. Ci buttiamo subito sulle tapas (tataki di tonno e crocchette di pesce) e sul vino.

Giorno 2:

La giornata inizia con una colazione tipica (caffè e latte accompagnato da “tostada con tomate”) in uno dei bar lungomare.

Cominciamo con un giro al mercato del Este, dove assaggiamo un panino con la tortilla e ci spostiamo nel centro storico per visitare la cattedrale. Splendido esempio di architettura gotica, merita sicuramente una visita.

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La nostra passeggiata prosegue lungomare con i Jardines de Pereda e il Centro Botin. Progettato da Renzo Piano, il Centro si trova per metà agganciato a terra e per metà sospeso sull’acqua. Con un ascensore è possibile salire su delle terrazze e godere di una splendida vista sulla città.

Vicino al Centro Botin, dall’altro lato della strada, si trova la famosa banca di Santander.

fullsizeoutput_7d2Passeggiando lungomare, abbiamo notato diversi monumenti e statue a ricordo dei tragici incendi che hanno segnato la storia della città. Siamo rimasti molto colpiti, però, da delle statue, chiamate “Los Raqueros“, che rappresentano dei bambini in procinto di tuffarsi per raccogliere ciò che gettavano in acqua le navi di passaggio.

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La zona del porto è molto bella e molto viva.  Dopo una pausa pranzo a base di calamari fritti, cozze enormi e acciughe, proseguiamo verso la penisola Magdalena, dove, immerso in un grande parco, si trova l’omonimo palazzo. Il palazzo è bellissimo, molto curato (almeno da fuori, visto che non ne abbiamo visitato l’interno). Il parco tutt’intorno regala dei magnifici scorci sulla baia di Santander e sul faro. Al suo interno si trova anche un piccolo zoo gratuito popolato di animali marini come foche, pinguini e otarie che nuotano in vasche d’acqua proveniente dall’oceano.

Dato il sole e il caldo, finiamo per trascorrere tutto il pomeriggio tra il parco e la vicina spiaggia. Peccato non aver portato il costume!

In tarda serata ritorniamo in centro: nella piazza principale c’è un mercato con prodotti tipici e diverse persone in abito tradizionale. Dopo qualche assaggio, raggiungiamo le vie dei negozi, dove non resistiamo e acquistiamo qualcosa.

Ceniamo in un locale (Daria)dalla cucina particolare (un po’ rivisitata e un po’ fusion) fidandoci delle sue cinque stelle su Tripadvisor.

Giorno 2:

Il secondo e ultimo giorno inizia con una pioggerellina incessante che ci accompagnerà fino al primo pomeriggio. Nonostante ciò imperterriti replichiamo la colazione lungo mare che avevamo tanto apprezzato il primo giorno. Cambiamo il bar ma i piatti restano gli stessi.

Visitiamo il Parque de las Llamas, un parco urbano progettato per fungere da serbatoio a una grande varietà di uccelli (soprattutto anatre). Il parco è l’ideale per una giornata con i bimbi (c’è anche un parco giochi) e per praticare qualche sport come corsa o bicicletta.

Per pranzo finalmente ci concediamo i pinchos (piccole porzioni di cibo da mangiare con uno stuzzicadenti).

Dal parco ci spostiamo al faro de Cabo Mayor. Il faro rimane appena fuori la splendida città di Santander. Dato il tempo poco clemente, ne visitiamo l’interno (visita gratuita e quasi del tutto comodamente accessibile in ascensore), dove troviamo un’esposizione di quadri e altri oggetti (accendini, bottiglie ecc.) tutti relativi al faro.

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Il parco attorno al faro è curatissimo, le scogliere scendono fino al mare e ci sono diversi punti di osservazione da cui ammirare paesaggi spettacolari. Il più bello in assoluto quello su Playa de Matalenas. Purtroppo l’accesso a questa spiaggia (a differenza di quello alla spiaggia principale) è un po’ più complesso, bisogna scendere (e quindi al ritorno salire) una lunga scalinata. La vista dall’alto, però, è bellissima, nulla da invidiare alle spiagge tropicali.

Il nostro weekend a Santander si conclude qui. Questa città ci ha molto colpito sia per il suo quasi totale sviluppo sul mare sia per il suo essere molto vivibile. Sicuramente una bella sorpresa.

 

 

 

 

 

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