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Vivere a Bruxelles -più di due anni da expats

Bruxelles è considerata di fatto la capitale dell’Unione Europea, in quanto sede di diverse istituzioni tra cui Commissione, Consiglio e parte del Parlamento (la cui sede ufficiale è invece a Strasburgo).

Nell’articolo “Bruxelles – Consigli inusuali per scoprirla al meglio” raccontiamo la Bruxelles da visitare come turisti, ma com’è vivere a Bruxelles? Dopo più di due anni ormai possiamo fare dei bilanci e, perché no, dare dei consigli a chi ha in mente di trasferirsi.

La nostra avventura è cominciata nel 2016 con una proposta di lavoro in Belgio e un contratto non rinnovato in Italia. Il trasloco fatto in fretta e furia, buttando tanto e stipando in macchina quello che restava, e si partiva. Personalmente non ce ne siamo mai pentiti, soprattutto a livello professionale. Siamo cresciuti e abbiamo fatto esperienze che non avremmo potuto fare in Italia. Difficilmente in Europa esiste una città che, nonostante le sue dimensioni ancora abbastanza contenute, ha una così grande concentrazione di lingue e culture. Il clima che si respira è, quindi, molto internazionale. E questa è una cosa che apprezziamo molto.

Il meglio della nostra esperienza belga, ovviamente, è stato la nascita della nostra bimba. Tutta la gravidanza è stata seguita in Belgio e anche il parto. E dobbiamo ammettere che il servizio sanitario belga, almeno per questa nostra esperienza, è stato molto soddisfacente.

Sfatiamo un po’ di luoghi comuni:

Bruxelles è una città grande, ma non troppo. Un paesotto ad alta densità di popolazione per cinque giorni a settimana che, però, tende a svuotarsi nel weekend. Il traffico c’è, soprattutto nelle ore di punta, ma non è nulla di paragonabile a quello di Parigi o Londra. Il clima è più piovoso di quello italiano (e anche un po’ più freddo), ma non piove sempre e, ogni tanto, in estate quando c’è il sole, si può anche raggiungere la costa e andare al mare.

Cosa c’è da sapere prima di trasferirsi?

Documenti

La carta di identità per noi cittadini europei è più che sufficiente per muoversi in Europa. Se si progetta di restare a lungo (più di 90 gg), bisogna richiedere la carta di identità belga al comune di domicilio. Con la carta si ha accesso al numero nazionale belga, che è un po’ come il nostro codice fiscale. Noi italiani, che progettiamo una permanenza un po’ più lunga, dobbiamo inoltre iscriverci all’AIRE.

Lavoro

Tante ma veramente tante aziende hanno l’headquarter europeo a Bruxelles e dintorni. I siti consigliati (a parte LinkedIn) sono i soliti Monster, Indeed, etc.

Costo della vita

Lo stipendio medio in Belgio è intorno a 3000€ lordi, considerando le tasse (che qui sono molto alte, addirittura il 35%) si arriva a un netto di 2000€ circa. I costi della spesa o delle uscite (ristorante e cinema) sono comunque paragonabili a quelli di Roma o Milano. Quindi nel complesso a Bruxelles si vive più che bene.

Abitare a Bruxelles

I costi sono variabili a seconda che si voglia affittare una stanza (da 350-400€ a 600€ se con bagno in camera), un monolocale (600-700€), o un appartamento (dagli 800€ in su). Il prezzo cambia anche a seconda della zona: i quartieri più cari sono Woluwe Saint-Pierre, Woluwe Saint-Lambert, Etterbeek, Uccle e Ixelles. C’è molta offerta e oltre ai soliti siti internet (il più noto è immoweb) consiglio anche di consultare le pagine facebook “Bruxelles à louer” o “Italiani a Bruxelles”.

Di solito è più facile trovare appartamenti non ammobiliati e acquistare eventualmente i mobili o dall’affittuario precedente o di seconda mano su internet (stessa pagina facebook dove si trovano gli annunci degli affitti).

Al costo dell’affitto vanno invece aggiunte le spese del condominio (dai 150€ in su per appartamenti con ascensore) e l’assicurazione che copre da incendi e danni seri dell’immobile (da stipulare con la banca e costo variabile a seconda di ciò che copre).

Prima di entrare nell’appartamento, viene richiesto di aprire in banca un account dove depositare due mensilità di affitto come garanzia per eventuali danni. Questo account viene aperto da proprietario e locatario, e può essere sbloccato solamente con entrambe le firme.

Prima di entrare in appartamento viene sempre fatto un “etat de lieux”, che è un report redatto solitamente da un esperto (pagato a metà da proprietario e locatario) in cui vengono messi per iscritto eventuali danni pre-esistenti dell’appartamento (per es. se il pavimento è rigato o se ci sono delle macchie sul muro). Questo report sarà utile al momento di lasciare l’appartamento. Infatti, grazie ad esso, il proprietario può farsi rimborsare eventuali danni (trattenendo un certo ammontare dell’account di garanzia), e il locatario evita di farsi addebitare spese legate a danni già presenti al momento dell’affitto.

Imparare le lingue

In Belgio le lingue ufficiali sono tre: francese, fiammingo e tedesco. E a Bruxelles sia il francese che il fiammingo sono le lingue ufficiali.

Noi personalmente abbiamo provato a studiare il francese (il fiammingo è molto ostico) e abbiamo trovato molto validi i corsi tenuti all’università tramite epfc e cvo.

L’apprendimento delle lingue è incoraggiato dal governo belga offrendo fino a 10 giorni di ferie l’anno in più a chi supera una certa frequenza dei corsi e ottiene un punteggio alto all’esame finale.

Fare un figlio 

La maternità in Belgio è di 15 settimane così ripartite: 1 settimana obbligatoria prima del part, 4 settimane a scelta prima o dopo, 9 settimane obbligatorie dopo. Roba da rimpiangere subito l’Italia (alcune nostre amiche sono state in maternità per più di un anno). Per fortuna c’è il parental leave, quattro mesi di permesso che possono essere presi fino ai 12 anni del bambino nelle formule seguenti: o tutti insieme o mezza giornata o un giorno a settimana.

Alla nascita si può beneficiare delle allocazioni familiari, che sono indipendenti dal reddito.

La scelta dell’asilo nido (crèche) è un po’ una guerra…quasi impossibile accaparrarsi un posto. Consiglio spassionato: iniziare a chiamare tutte le crèche dal terzo mese di gravidanza. Dopo potrebbe essere tardi, come nel nostro caso che abbiamo iniziato a chiamare al quinto. Noi alla fine abbiamo scelto una crèche privata (per le crèches pubbliche non abbiamo proprio trovato posto). Per il privato i costi sono intorno ai 700/800€, mentre per il pubblico dipendono dal reddito.

Perché vivere a Bruxelles?

  • La città è una delle più multiculturali di Europa
  • Il mercato del lavoro è molto ma molto mobile
  • Il costo della vita è affordabile, il salario decente e il sistema sanitario buono
  • Ci sono un sacco di eventi (sia per giovani che per famiglie)
  • L’Italia dista solo un paio di ore di volo, quindi gli affetti e i familiari sono ancora relativamente vicini
  • Ci arrivano ancora i famosi “pacchi da giù”!

 

 

 

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